Incontro a Gradisca d’Isonzo con presidente nazionale Zambon: Duino Aurisina candidata Città italiana Vino 2021, Aquileia premiata con La Stella di Federica

Sarà Duino Aurisina la candidata regionale alla nomina di Città italiana del Vino 2021: a deciderlo all’unanimità le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, riunitesi in municipio a Gradisca d’Isonzo, ospiti dell’amministrazione comunale, per trarre i bilanci di una stagione estiva sopra le attese nonostante l’emergenza coronavirus (da segnalare il grande appeal per la manifestazione Calice di stelle) e delineare le prossime azioni, come il progetto sul regolamento di polizia rurale unitario improntato sulla sostenibilità in vigneto. Sorpresa nel finale della riunione con l’arrivo del presidente nazionale delle Città del Vino Floriano Zambon, che ha annunciato come una foto del sindaco di Aquileia Emanuele Zorino, scattata proprio durante Calici di stelle 2020, si è aggiudicata il premio fotografico nazionale La Stella di Federica. 

“Volevamo a tutti i costi proporre qualcosa durante quest’estate 2020 – ha commentato Tiziano Venturini, assessore del Comune di Buttrio e coordinatore regionale delle Città del Vino – e alla fine Calici di Stelle in Friuli Venezia Giulia non solo ha visto confermati i numeri degli anni precedenti ma c’è stata anche una crescita con 19 eventi, 15 Città del Vino coinvolte e 150 cantine aderenti. Il tutto a fronte di una situazione nazionale alle prese con l’emergenza coronavirus, per la quale anche noi abbiamo applicato i protocolli di sicurezza. Ora per l’autunno sosterremo con forza la candidatura di Duino Aurisina e proseguiremo con il progetto di polizia rurale attraverso il lavoro del vicecoordinatore regionale Maurizio D’Osualdo, assessore di Corno di Rosazzo, insieme con il professore dell’Università di Udine Francesco Marangon, incentrato sulla sostenibilità e che c’impegnerà per i prossimi due anni. L’ospitalità di Gradisca d’Isonzo con il sindaco Linda Tomasinsig e il vicesindaco Enzo Boscarol è stata fantastica e la presenza del presidente nazionale Zambon testimonia ancora una volta come nel panorama italiano quello del Friuli Venezia Giulia sia un mondo tra i più attivi”. 

Il sindaco di Duino Aurisina Daniela Pallotta ha presentato il piano della candidatura del suo Comune a Città italiana del Vino 2021: un titolo che farà diventare la realtà prescelta la “capitale” del vino della Penisola, con un corollario di eventi per tutta la filiera vitivinicola e non solo. La prima cittadina ha segnalato come ci sia grande sinergia tra amministrazione comunale, cantine e associazioni (a testimonianza di ciò il successo di Calici di Stelle dall’ufficio Iat di Sistiana con vista panoramica sull’omonima baia) mentre il suo assessore Massimo Romita ha sottolineato come nella stesura del progetto di candidatura si cerchererà di ragionare come area ampia di territorio, coinvolgendo anche altre realtà regionali. 

La riunione di Gradisca ha visto pure citati gli ultimi Comuni in ordine di tempo a essere entrati nelle Città del Vino, Moraro e Povoletto. Il sindaco di Capriva del Friuli Daniele Sergon ha sottolineato come nel proprio evento di Calici di Stelle la metà del pubblico sia stata rappresentata da persone esterne al circolo locale di eno-appassionati, segno di come l’azione unitaria delle Città del Vino regionali, anche nella comunicazione, stia dando i suoi frutti. L’enogiornalista e studioso Claudio Fabbro ha illustrato l’ampia copertura che il periodico Terre del Vino, espressione dell’associazione nazionale, dà alla realtà del Friuli Venezia Giulia. 

Nel finale la citata premiazione al sindaco-fotografo di Aquileia Emanuele Zorino, che ha colto un attimo di Calici di Stelle in piazza Patriarcato con sullo sfondo la bellissima Basilica di Santa Maria Assunta. Congratulazioni a lui da parte di tutte le altre Città del Vino presenti e dal presidente nazionale. “Anche questo premio – ha concluso Floriano Zambon – testimonia il grande lavoro del Friuli Venezia Giulia, con numeri gratificanti a partire da Calcii di stelle che pur con le cautele, ha permesso di tornare a fare comunità. Attraverso il nostro Osservatorio abbiamo notato una crescita dell’enoturismo in questi anni e pure il 2020, dopo la reclusione del lockdown, ha fatto scoprire ancora di più il turismo slow che i nostri territori del vini da sempre offrono”. 

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